Un mondo

senza peso

Padre e figlia facendo colazione

Diabete e glicemia non siete più un mio problema! 

Mai più carne e non solo (vegetariani e vegani convinti) 

Mai più stanca, gonfia e col terrore di dover correre al bagno ...

Mangiare quando serve (BED)

Fermare il tempo 

(over 65)

Dare il massimo

nello sport

    Solite cose da donna: Gravidanza,AllattamentoMenopausa 

La bacchetta magica: stesso menu per

tutta la famiglia!

 

Fabbricare un bambino (fertilità di coppia)

 

I disturbi alimentari e del peso sono argomenti seri che necessitano di essere trattati con professionalità e competenza, che sono esattamente i criteri con cui è stato creato questo sito.

Tuttavia è importante non perdere la speranza e respirare un po' di leggerezza. Per questo ti chiedo:

 

"Qual è il tuo sogno?"

 

           Il trattamento dietetico dell’obesità e del sovrappeso ha un tasso di abbandono molto elevato (circa il 50% dei pazienti non concludono i programmi), una scarsa perdita di peso (circa il 5%) ed esiste un recupero del peso perso nel medio e lungo termine nel 100% dei casi. Ne consegue un senso di fallimento da parte della persona che tende ad attribuirsi mancanza di forza di volontà, piuttosto che riconoscere l’inadeguatezza del trattamento. 

Oggi, grazie a numerose ricerche è dimostrato che la difficoltà a perdere e a mantenere il peso, è dovuta a: fattori biologici, fattori ambientali,
fattori comportamentali (abitudini), fattori cognitivi (modo di pensare) ed emotivi. Inoltre, esiste una fitta rete di relazioni tra questi fattori che complica ulteriormente il problema. Quindi che fare, arrendersi? No, si tratta di adottare una strategia che includa tutto questo fin dall’inizio.

 

STONE, basato sulla CBT-OB (terapia cognitiva comportamentale per l’obesità), attraverso strategie innovative integra l’alimentazione corretta con uno stile di vita adeguato, con l’obiettivo di portare la persona a sviluppare uno stato mentale di controllo del peso a lungo termine. 

Si parte dall’analisi degli ostacoli alla perdita e al mantenimento del peso, si affrontano gli stimoli ambientali e si modificano le abitudini e i processi cognitivi - emotivi legati all’interruzione del trattamento, alla perdita di peso e al mantenimento del peso. 

I tradizionali programmi che si basano sulla prescrizione della dieta e dell’attività fisica trascurano gli ostacoli alla perdita e al mantenimento del peso. Con STONE e con la CBT per l’obesità si acquisiscono le conoscenze e le abilità necessarie per sviluppare uno stile di vita e un atteggiamento mentale di controllo del peso a lungo termine. 

Questa non è una procedura prescrittiva. Qui è il paziente che sceglie di fare le cose che servono, grazie a una adeguata educazione. I tempi medi sono dai 6 ai 9 mesi dalla valutazione diagnostica. Il trattamento è altamente personalizzato.

 
 

         

Il Disturbo da Binge-Eating (BED) è diffuso e pochi sanno di averlo. Solo il 3% di chi ne soffre ne ha consapevolezza e di questo 3% meno del 40% riceve un trattamento adeguato. La scarsa conoscenza porta a credere che il mangiare in eccesso e fuori controllo dipenda dalla scarsa forza di volontà o dalla mancanza di disciplina e a volte fa intraprendere trattamenti non efficaci e in alcuni casi dannosi. 

Per la diagnosi di BED è richiesta la presenza di almeno un episodio di abbuffata oggettivo la settimana per tre mesi, associato a un marcato disagio. Possono essere presenti o meno: il mangiare molto più rapidamente del normale, il mangiare fino a sentirsi spiacevolmente pieno, il mangiare grandi quantità di cibo quando non ci si sente fisicamente affamati, il mangiare da solo perché ci si sente imbarazzati dalla quantità di cibo che si sta mangiando, il sentirsi disgustato di se stesso, depresso o assai in colpa dopo l’episodio di abbuffata.

Un episodio di abbuffata oggettivo è quando si verifica l’assunzione in meno di due ore di una quantità di cibo più grande di quella che le persone mangerebbero in un simile periodo di tempo e in circostanze simili. 

Per essere considerato un episodio di abbuffata, l’eccessivo consumo di cibo deve essere accompagnato dalla sensazione di perdita di controllo.

Un indicatore della perdita di controllo è l’incapacità di evitare di mangiare o di fermarsi quando si è iniziato. In alcuni casi non è presente una sensazione di perdita di controllo, ma piuttosto una modalità incontrollata generale del mangiare. In altri casi il tentativo di controllare l’alimentazione si perde completamente e la sensazione di perdita di controllo non viene percepita come tale anche se presente. 

Con STONE adattato alla CBT-E (terapia cognitiva comportamentale migliorata per i disturbi alimentari), integrata alla CBT-O (terapia cognitiva comportamentale per l’obesità), esistono procedure precise per risolvere il problema. Il trattamento affronta in modo individualizzato i fattori che mantengono gli episodi di abbuffata e l’obesità, utilizzando in modo integrato strategie e procedure specifiche. Il primo obiettivo è certamente quello di avere una remissione delle abbuffate, che in genere si ottiene con un trattamento di 6 mesi.

 

           

I disturbi dell’alimentazione sono persistenti, determinano un alterato consumo o assorbimento di cibo e danneggiano significativamente la salute fisica e il funzionamento psicosociale. Le forme più note, ma non uniche, sono l'Anoressia Nervosa e la Bulimia Nervosa.

Si tratta di problemi diffusi e la loro conoscenza tra le persone è scarsa. Il rischio è che chi ne soffre possa avere idee sbagliate sulle cause e i trattamenti. In alcuni casi, una terapia non adeguata può aggravare il disturbo stesso. 

Essendo patologie complesse richiedono una gestione altamente specializzata in grado di proporre modelli di trattamento che affrontino la psicopatologia specifica del disturbo. Il trattamento può essere somministrato da un singolo terapeuta, se si applicano alcuni trattamenti psicologici ambulatoriali specifici per i disturbi dell’alimentazione evidence-based come la CBT-E (terapia cognitiva comportamentale migliorata per i disturbi alimentari), oppure da terapeuti multipli. STONE si basa sulla CBT-E.

 

Il luogo ideale per il trattamento dei disturbi dell’alimentazione è il contesto ambulatoriale e domestico perché non interrompe la vita del paziente e i cambiamenti effettuati tendono a essere perseguiti dal paziente nel suo ambiente di vita abituale.

STONE, tra l’altro, si presta in gran parte anche per sedute online one to one.

L’identificazione precoce dei disturbi dell’alimentazione è fondamentale per iniziare la cura giusta.

 

Come capire se ho l’anoressia nervosa 

1. Sottopeso. BMI inferiore di 18,5 (calcola il BMI, Indice di Massa Corporea). Il sottopeso deve essere il risultato della restrizione calorica volontaria.

2. Presenza di un’intensa paura di ingrassare, anche quando si è sottopeso.

3. Eccessiva valutazione del peso e della forma del corpo. Presenza di insoddisfazione del proprio peso e forma del corpo, in particolare considerare troppo grosse alcune parti del proprio corpo (pancia, sedere, gambe). Valutare se stessi sulla base di quello che leggiamo sulla bilancia o vediamo allo specchio. 

 

L’amenorrea (mancanza di almeno tre cicli mestruali consecutivi) non è necessaria per la diagnosi di anoressia nervosa, comunque è un sintomo che deve sempre far sospettare la presenza di un disturbo dell’alimentazione. Negli uomini sono presenti perdita dell’interesse sessuale e impotenza. 

 

Infine, un sottogruppo di persone ha caratteristiche simili a quelle dell’anoressia nervosa ma non riporta la paura d’ingrassare e la preoccupazione per il peso e la forma del corpo. Questi casi, in cui è presente una condizione di basso peso e un’estrema preoccupazione per le conseguenze negative del mangiare (per es. paura di non digerire o di avere delle  

manifestazioni allergiche) si tratta di un disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo. 

 

Come capire se ho la bulimia nervosa 

Non è semplice… Proviamo a riconoscerci nei seguenti tratti o in parte di questi:

1. Avere ricorrenti episodi di abbuffate. 

a)  il consumo di una grande quantità di cibo 


b)  la sensazione di perdita di controllo sull’atto di mangiare (ad es. sentire che non ci si può astenere dall’abbuffarsi, oppure non riuscire a fermarsi una volta iniziato a mangiare).
In alcuni casi, soprattutto quando il disturbo dura da molto
tempo, le abbuffate sono programmate e quindi, in un certo senso, può mancare il senso di perdita di controllo. L’abbuffata deve inoltre verificarsi in un periodo abbastanza lungo (per es. un arco di due ore); ciò significa che il piluccare durante il giorno non può essere considerato un’abbuffata. 

2. Presenza di comportamenti di compensazione. 

Cioè, condotte compensatorie finalizzate a prevenire l’aumento di peso. Il mezzo più utilizzato è il vomito che, in alcuni casi, può essere autoindotto dopo l’assunzione di qualsiasi cibo e non necessariamente dopo un’abbuffata. 

Dopo le abbuffate alcune persone assumono grandi quantità di lassativi o diuretici, gli enteroclismi o i farmaci tiroidei; sono stati anche rilevati casi di alcune persone diabetiche che non assumevano l’insulina dopo un’abbuffata. Altre digiunano o fanno esercizio fisico in modo eccessivo. 

3. La frequenza delle abbuffate e dei comportamenti di compenso.

Devono verificarsi almeno 1 volta la settimana per 3 mesi. 3 mesi è uno standard arbitrario, infatti per alcuni autori basta che si verifichino per solo un mese. 

4. Eccessiva valutazione del peso e della forma del corpo.

Come le persone affette da anoressia nervosa, quelle con bulimia nervosa hanno una valutazione di sé basata in modo predominante sul peso e la forma del corpo. Si sentono sempre in dovere di seguire una dieta e sono terrorizzate dall’idea di aumentare di peso; se questo accade si deprimono e fanno di tutto per dimagrire: spesso è proprio questo il motivo che le spinge a cercare una cura. 

5. Episodi di abbuffata non associati alla Anoressia Nervosa.

Meglio precisare, in quanto le abbuffate si manifestano anche in altri Disturbi Alimentari. Questo significa che a una persona che si abbuffa e vomita ma ha un peso basso (inferiore a un BMI di 18,5) verrà diagnosticata soltanto l’anoressia nervosa con abbuffate e condotte di eliminazione, mentre se il BMI è maggiore o uguale a 18,5 la diagnosi sarà di bulimia nervosa. (Calcola il BMI, Indice di Massa Corporea).

          

Prima di pensare a una intolleranza è sempre il caso di escludere: Malattia da Reflusso Gastroesofageo (MRGE), Ernia jatale, Esofagite, Gastrite e Ulcera, Dispepsia, Sindrome dell’Intestino Irritabile, Stipsi, Malattia diverticolare, Disbiosi intestinale, Infiammazione delle mucose intestinali, Steatosi epatica.

Poi, con uno screening sicuro, escludere intolleranza al lattosio o altri zuccheri e la Celiachia

Così dopo si può pensare a carenze da cattive abitudini alimentari e di stili di vita, che compromettono la buona funzionalità dell’intestino e la salute del prezioso microbioma… Facciamolo insieme!

 

         

Il diabete è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia) dovuta a una riduzione della sintesi o dell’azione dell’insulina.

I tre più importanti tipi di diabete secondo la classificazione OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità):

Diabete di tipo 1 

  • Prevalentemente giovanile 

  • E’ la conseguenza di una malattia autoimmune che porta alla distruzione delle cellule Beta del pancreas 

  • E’ caratterizzato da carenza grave di insulina e necessita di terapia insulinica sin dall’esordio (insulino-dipendente) 

Diabete di tipo 2 

  • Associato a sovrappeso e obesità

  • Associato a displipidemia e ipertensione (Sindrome plurimetabolica)

  • La glicemia è solo un aspetto

  • Forte familiarità

  • Dopo anni si puo avere un azzeramento della secrezione insulinica e spesso si deve passare all’insulina come terapia   

Diabete gestazionale

  • Associato alla gravidanza e dipende dalla situazione ormonale tipica dell’ultimo trimestre

  • Riguarda il 5% delle donne in gravidanza 

  • È a rischio la gravidanza

  • Si risolve con il termine della gravidanza ma è associato con la comparsa di diabete di tipo 2 dopo la gravidanza

Ogni forma di Diabete ha le proprie caratteristiche e il proprio approccio alimentare. STONE per il diabete li tiene in considerazione con obiettivi mirati!

 
 

         

E’ dimostrato che una certa alimentazione può essere utile per la fertilità della coppia, e non si tratta di fantasie e di cibi con infondate proprietà afrodisiache ... Bassi livelli di estradiolo durante il ciclo mestruale e durante l’ovulazione sono correlati con minori tassi di gravidanza.Numerosi studi hanno dimostrato come il sovrappeso e l’obesità maschili, ma anche la magrezza, si associano ad una ridotta qualità seminale e ad un elevato rischio di infertilità. Tutti fattori che possono essere corretti. Facciamolo insieme!

 

         

Quando pensiamo alla gravidanza e poi all’allattamento dobbiamo prevedere nuovi fabbisogni, per la mamma e per il bambino. 

Ad esempio, in gravidanza sono necessari per lo sviluppo di utero, placenta ed altri tessuti di supporto, per la crescita del feto e per accumulare scorte di nutrienti ed energia per l’allattamento.


Fabbisogni energetici in gravidanza ed allattamento 

  • Per la gravidanza il fabbisogno aggiuntivo è di 350 kcal/die per il secondo semestre e di 460 kcal/die per il terzo trimestre. 

  • Per l’allattamento esclusivo nei primi sei mesi di vita del bambino il fabbisogno aggiuntivo è pari a 330 kcal/die. 

Aumento di peso consigliato in gravidanza
(Institute of Medicine 2009) 

  • Sottopeso (BMI <18.5) 12,7 - 18,1 kg 

  • Normopeso (BMI 18.5–24.9) 11,3 - 15,9 kg 

  • Sovrappeso (BMI 25–29.9) 6,8 - 11,3 kg 

  • Obesità (BMI >30) 5 - 9 kg 

  • Gravidanze gemellari: 16.8 - 24.5 kg in donne normopeso, 14.1 - 22.7 kg se sovrappeso, 11.3 - 19.1 kg se obese.

  • (calcola il BMI, Indicatore di Massa Corporea).

Menopausa

Dopo i 45 anni il corpo cambia, cambiano i muscoli, le ossa e il sistema circolatorio. Successivamente, con la menopausa e il calo degli estrogeni, si devono affrontare ulteriori cambiamenti. Ecco che dobbiamo affrontare questo momento senza trascurare il giusto apporto di nutrienti essenziali e controllare il peso nel modo giusto.

 

Niente paura, lo facciamo insieme!

       

Il tempo passa, e noi possiamo fare tanto per fermarlo… I nostri organi possono avere una funzionalità maggiore o minore. A 30 anni l’età biologica può essere di 40, o al contrario il nostro organismo può avere la funzionalità che mediamente hanno i ventenni. Lo stile di vita e l’alimentazione sono decisivi per mantenere una buona salute psicofisica.
Evitare o rallentare l’invecchiamento precoce, ad ogni età, è possibile. Facciamolo insieme!

 

       

E’ importante premettere che le regole di una sana alimentazione sono le stesse per tutti, sportivi e non. Tuttavia se ho un determinato dispendio energetico e voglio avere efficienze diverse a seconda del tipo di sport, ci sono differenze che vanno calcolate.

 

Infatti, un apporto energetico non adeguato può determinare: perdita della massa muscolare,
aumento del senso di fatica,
maggiore rischio di traumi, prolungamento della fase di recupero, diminuzione della densità ossea e disfunzioni mestruali nelle donne. 

Con un solo chilogrammo in meno di grasso corporeo ... 

            •  nel salto in alto si riesce a saltare 1,7 cm in più! 


            •  (un individuo di 60 kg) migliora di 2-3 minuti il tempo di una maratona 


            •  (un individuo di 60 kg) migliora di 10-15 secondi i 5000 m

Ricordiamoci che i livelli ottimali di grasso corporeo dipendono da più fattori inclusi il genere, l’età, e l’ereditarietà.Se è necessaria la perdita di peso (di grasso), questa dovrebbe essere programmata fuori dalla stagione competitiva. Regimi troppo severi portano ai Disturbi del Comportamento Alimentare, mentretecniche e farmaci per il calo di peso pre-competizione possono essere molto pericolosi in generale.

STONE per lo sport è personalizzato per le tue esigenze.

 

La dieta è la variabile più potente nell’influenzare, nel bene e nel male, lo stato di Salute. E se abbiamo una famiglia, la salute la vogliamo per tutti. Ma com’è difficile rincorrere le esigenze di ognuno senza trascurare noi stessi.

E se ci fosse un modo facile? Facciamolo insieme.

 

          

Vi siete sentiti criticare per questa scelta, che è personale. Ma per voi è importante e quindi non si discute. 

Tuttavia, ogni dieta che esclude interi gruppi alimentari può avere dei limiti. Spesso chi adotta una dieta Vegetariana o Vegana eccede in modo inconsapevole congli zuccheri, le farine raffinate, le patate, il riso bianco, le bevande zuccherate. Può avere carenze di vitamina B12 o vitamina D, particolarmente significative nella dieta Vegana, e rendersene conto troppo tardi perchè i sintomi di carenza compaiono dopo 2 o 3 anni di dieta.

Bisogna farla bene, facciamola insieme tarandola sulle tue personali esigenze!

 

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