Vite sospese e cure sospese... non più da oggi

Il 24 febbraio hanno chiuso le scuole a causa di quella che era già un’emergenza sanitaria internazionale, ma di cui nessuno prevedeva la portata. Chi ha figli in età scolare viveva il disagio dell’organizzarsi per quella che pareva una pausa temporanea, di una o due settimane. Eravamo disinformati, in parte ciechi e tutti impreparati. Poi il lock down. Una sospensione da tutto e tutti: scuola, lavoro, amici, affetti, abitudini, speranze. Una pausa dalla vita.

Alcuni hanno temuto un embargo delle scorte alimentari e sono affiorate paure ataviche di carestia, altri sono stati assaliti dal terrore e basta e hanno pensato ad uno scenario da fine del genere umano… Chi soffre di sovrappeso si è sentito ancora più colpito. Un sovrappeso importante come un’obestità è stato associato con un maggiore rischio di complicanze in caso di Covid 19.

La sospensione dalla vita, il chiudersi in casa, il non esporsi alla società per coloro che soffrono di sovrappeso ha rafforzato un atteggiamento di procrastinazione alla presa di cura. Molte persone che avevano già intrapreso una terapia per il sovrappeso hanno rimandato con l’alibi della incertezza sul futuro, e il mangiare fuori controllo per tanti ha rafforzato l’idea del cibo consolatorio, anche per soffocare il senso di colpa di essere quello che si è. A questo si è aggiunta l’umiliazione di non vedere garantite certe terapie che fino al giorno prima erano essenziali, interpretando tale fatto come la conferma che chi soffre di sovrappeso e di problemi metabolici collegati, non meriti di essere curato. Il senso di fallimento ha tolto speranza.

Oggi 4 maggio, siamo entrati nella seconda fase. Per alcuni non è cambiato molto, per altri, invece, è il segnale di un avvicinamento alla “normalità”. Non sappiamo ancora cosa ci attende, ma ogni passo che faremo da questo momento sarà importante per i prossimi mesi. E’ tempo di uscire dalla sospensione mentale e di passare alla convivenza con una nuova condizione: dosare le uscite e usare tutte le precauzioni che garantiscano le norme igieniche e di distaziamento al fine di impedire il contagio. Ma è anche giunto il momento di guardare in faccia alla realtà e di mettere in atto i comportamenti funzionali agli obiettivi che ci eravamo posti prima di tutto questo. E’ tempo di riprendere a vivere. Il domani è iniziato. Riprendiamoci cura di noi.


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